Uova: causa o non causa di colesterolo?

Scritto da Marco Putignano Il Archiviato in Blog

Uova e colesteroloSono ormai numerosi i lavori scientifici che dimostrano che non sono le uova a causare l’incremento del colesterolo. Questo innalzamento è frutto di una serie di squilibri endocrino-metabolico piuttosto che dell’assunzione alimentare di cibi che possono essere naturalmente ricchi di colesterolo.
Il nostro organismo è in grado di effettuare raffinate regolazioni: ad un rilevante introito di unità di colesterolo con l’alimentazione, il corpo risponde limitando quello autoprodotto.
Infatti il colesterolo alimentare assorbito con la bile nel circolo portale giunge al fegato che è l’organo sintetizzatore. Tanto più colesterolo alimentare arriva tanto più viene inibito l’enzima che lo sintetizza a livello epatico. Al contrario, imponendosi uno stretto controllo nel colesterolo assunto con l’alimentazione, otteniamo che l’organismo stimoli in certa misura la produzione interna, lasciando via libera all’enzima sopra citato. Anche in una alimentazione corretta si ritiene che il colesterolo alimentare non incida per più del 10-15% del totale circolante.

Ciò significa che siamo noi a sintetizzarlo e lo facciamo con solerzia perché nel nostro organismo svolge funzioni fondamentali. Infatti il colesterolo nell’uomo svolge funzioni di primaria importanza per la stessa sopravvivenza. In primo luogo, contribuisce alla normale formazione e riparazione delle membrane cellulari fondamentali per garantire il regolare svolgimento di procedimenti fisiologici. In secondo luogo, il colesterolo è precursore della vitamina D e di molti ormoni: steroidei (fra cui il cortisolo) e numerosi ormoni sessuali, come androgeni (fra cui testosterone), estrogeni e progesterone. Il che significa che la regolazione delle funzioni immunologiche, riproduttive (e non solo), dipendono da questo composto. In terzo luogo, il colesterolo assume un ruolo di primaria importanza nella corretta formazione del feto nel grembo materno quindi diventa pericoloso che i suoi livelli siano al di sotto dei livelli di “normalità” anche in gravidanza.

Allora quale spiegazione scientifica viene data agli squilibri di sintesi del colesterolo che si rilevano in alcuni pazienti?

La prima viene dal risultato di vari lavori, il primo pubblicato nel 2004 sul Biochemical Journal, che correlano l’azione del segnale leptinico con la produzione, a livello epatico, del colesterolo. La leptina, infatti, agisce  sull’enzima (HMG-CoA reduttasi) epatico che sintetizza il colesterolo, lo stesso enzima su cui agiscono le statine, farmaci utilizzati nei pazienti ipercolesterolemici. Ma che cos’è la leptina? È un ormone che viene prodotto da vari tessuti, fra cui in particolare quello adiposo, in maniera lineare rispetto all’alimentazione. Alimentazioni ipocaloriche, ma soprattutto l’assenza o una scarsa colazione, sono la prima causa di carenza leptinica. La stessa carenza si crea anche nell’obeso dove si ha Resistenza leptinica (proprio come nel diabetico ho resistenza insulinica), cioè l’ormone viene prodotto ma le cellule non lo rilevano.

Da queste premesse si deduce che una delle cause primarie di ipercolesterolemie sia da ricercare in un errato “comando” che viene inviato o recepito dal nostro organismo. Non solo, da questi studi emerge una nuova indicazione per delineare la corretta terapia per l’ipercolesterolemia: è molto più efficace ripristinare la sintesi leptinica. Quindi colazione abbondante e normocaloricità diventano i primi alleati oltre ad una attività fisica quotidiana. È curioso constatare come queste informazioni spieghino come le diete restrittive, che deprimono la sintesi leptinica, portino inevitabilmente ad un fallimento. Viceversa un forte stimolo metabolico ottenuto rispettando la cronobiologia alimentare, assieme a moderata attività fisica, sono fondamentali. L’esercizio fisico ed il movimento concorrono sia a modulare la sintesi leptinica che a regolare i livelli ematici di LDL e soprattutto di HDL (la concentrazione di colesterolo buono HDL è minuti-correlate all’attività fisica).

L’altra concausa fondamentale è l’eccessiva, o squilibrata, assunzione di carboidrati. Chiunque abbia nozioni basilari di biochimica dovrebbe aver studiato che è l’insulina, il famoso ormone prodotto in risposta all’assunzione di zuccheri (tanto più se zuccheri semplici e farine raffinate), a stimolare l’HMG-CoA reduttasi, cioè l’ormone che sintetizza il colesterolo. Non è un caso che l’ipercolesterolemia vada di pari passo con la sindrome metabolica e il diabete. Sappiamo bene che i veri colpevoli delle ipercolesterolemie non sono certo le uova ma i carboidrati raffinati in eccesso e gli zuccheri aggiunti, quindi la forzata diminuzione di assunzione di colesterolo con il cibo non può avere alcun risultato.

Dalla lettura di questi lavori l’uovo esce completamente assolto. Non è l’uovo che fa innalzare il valore del colesterolo. Piuttosto sono la scarsità della prima colazione, l’assunzione eccessiva di carboidrati, la carenza di movimento.  La diretta conseguenza di questa interpretazione è evidente: occorre assolvere il “povero uovo”, così come i pesci grassi ed i formaggi. Il che non significa essere meno attenti a ciò che si mangia, ma anzi scegliere i cibi con maggiore cura e consapevolezza anche mangiando più di un uovo “biologico” al giorno.

In realtà non solo si scopre che le uova non interferiscono con l’aumento del colesterolo (ne genera molto di più un pacchettino di cracker), ma per il loro ottimo contenuto di proteine, bilanciano perfettamente il rapporto con i carboidrati (che troppo spesso sono in eccesso nella dieta degli italiani) e grazie al tuorlo, apportano una buona quantità di Vitamina D.

A ulteriore dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, vi è un articolo del British Medical Journal del 2013 che dimostra, attraverso una metanalisi molto ben documentata, che nel soggetto sano l’assunzione di uno-due uova al giorno non provocano alcun aumento di patologia cardiovascolare. Insomma, sembra che le uova vadano verso una assoluzione totale e la cecità del mondo accademico che aveva posto come concessione estrema il limite di due uova alla settimana, mostra oggi la totale inesattezza. Naturalmente non basta mangiare uova ma bisogna fare attività fisica, mangiare frutta e verdura in abbondanza e consumare solo cerali integrali.

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