Sessualità: come viverla con consapevolezza

Scritto da Marco Putignano Il Archiviato in Blog

I  sé interiori determinano la nostra vitaSessualitàe ogni sé collegato alla sessualità ne ha una sua propria.

C’è un aspetto molto importante nella nostra vita, verso cui non siamo abbastanza preparati: la sessualità. Oltre a dare piacere è anche portatrice di energia vitale, se è vissuta bene. Ma abbiamo scarse conoscenze in materia, al di là del numero di esperienze: quello di cui non siamo coscienti è che ogni sé interiore collegato alla sessualità, ne ha una sua propria, ed è molto salutare viverla. Questo ci porta ad avere una vita sessuale più piena, variata, fantasiosa, eccitante e…terapeutica!

 

Il processo d’attrazione

Per ogni sé primario, ossia per ogni parte che compone la nostra personalità, vi è un sé rinnegato, tenuto fuori dal nostro campo di coscienza. Quello che spesso avviene nel meccanismo di attrazione e di innamoramento è che si viene conquistati da persone che mandano in onda i propri aspetti rinnegati: lo testimonia la frase che molti dicono “mi sembra di conoscerti da sempre”! I sé rinnegati vibrano quando si riconoscono nella personalità dell’altro e creano il fenomeno dell’innamoramento. Le attrazioni basate sui sé rinnegati possono essere estremamente potenti, fino a diventare un’ossessione. Quanto più forte è il rinnego, tanto più estrema sarà l’attrazione provata verso la persona che incarna l’energia rinnegata. In genere siamo attirati in una relazione quando qualcosa dentro di noi desidera emergere. La capacità di attrarre si identifica con ciò che una persona trasmette, ovvero quel “quid” energetico che sa creare connessione con le persone e conquistarle. E’ necessario risvegliare la propria naturale sensualità, ossia il potere personale, per essere in grado di conquistare non solo sul piano sentimentale ma anche sociale e professionale. Hal e Sidra Stone, i due psicoterapeuti americani creatori del Voice Dialogue (il Dialogo delle Voci), definiscono la sensualità “l’energia di Afrodite”. Dea della mitologia greca, Afrodite vive sia nelle donne che negli uomini ed è un sé interiore che si manifesta non solo nell’area sessuale ma in tutto il corpo. E’ una vibrazione, un’onda energetica particolare, onda che è in grado di creare connessione con le persone e rendere se-ducenti. In pratica la capacità di conquistare parte non dall’ aspetto, ma da ciò che una persona trasmette.

Per quanto concerne la sessualità, da una parte c’è l’istinto, dall’altra le leggi della società civile. Tutto il sistema di valori e di tabù sessuali e sociali concorrono a creare una situazione malsana, dove l’attività sessuale viene spesso considerata sporca e valutata in modo discriminante; infatti se un uomo ha molte donne è macho o play boy, la donna che si comporta allo stesso modo viene definita diversamente…; così viene educata al riserbo e al timore del sesso.Quando la gente lavorava dodici ore e faceva tutto con la forza muscolare, la sera era così stanca che l’unico piacere era mangiare e dormire, forse un po’ di sesso frettoloso. E’ solo da pochi decenni che si è sviluppata l’idea di cercare qualcuno con cui vivere felici e fare bene sesso. Si è imbevuti di preconcetti e paure e non si è ricevuta alcuna educazione al piacere, al contatto fisico ed emotivo e al gioco erotico. L’orgasmo è un momento di totale abbandono psicofisico che interrompe per un attimo l’esistenza delle corazze difensive, un istante in cui non si è più separati dal resto dell’universo. La forza erotica crea un ampio canale attraverso cui l’energia può scorrere fra i due amanti, facendo vibrare i loro corpi e aprire i loro cuori. L’eros è una forza, una risonanza vibrazionale, meglio: è il risultato della risonanza fra due sistemi di energia che vibrano all’unisono; ma l’eros non dura per sempre, occorre lavorare per perpetuarlo. La sessualità tende a restar ferma alla ripetizione della prima volta che, man mano che si ripete, perde di smalto. La soluzione per molti è utilizzare delle fantasie, ma l’intimità in una relazione non può vivere indefinitamente accanto a una vita di fantasia sempre orientata verso altri uomini o altre donne. Perciò occorre conoscere i numerosi sé sessuali che albergano in ognuno, avendo così la possibilità di una espressività molteplice e variata.

I sé sessuali

Bambino – Amazzone/Guerriero – Romantico – Magico – Tantrico – Play boy/Play girl – Primitivo – Gypsy – Spirito libero, per citarne alcuni.
Questi sé possono portare molta energia e non si possono negare: se si ricacciano nel mondo sotterraneo, cominciano a lavorare nell’ombra.

Uno dei sé della nostra costellazione interiore che rappresenta un ingrediente essenziale per una relazione veramente completa è il Bambino interiore: è lui la base per la più profonda intimità. Ci possono essere molti meravigliosi punti di contatto tra due persone: la coppia può funzionare magnificamente sul piano fisico, emotivo o professionale ma, senza il Bambino vulnerabile la relazione sarà priva di qualcosa di indefinibile, vi sarà sempre il desiderio di qualcosa di più.

I sé nemici della sessualità

Patriarca che porta dentro di noi le tradizioni del patriarcato ossia i valori, le regole e le leggi dei millenni passati. Nella sua visione del mondo, l’uomo deve incarnare le qualità maschili, la donna quelle femminili e ritiene la donna inferiore. Vuole la donna femminile ma contemporaneamente svaluta tutto ciò, perché teme tutte le manifestazioni collegate alla sessualità e alla sensualità della donna, a meno che siano a salvaguardia della relazione di coppia. Non distingue tra sensualità e sessualità, perciò le teme entrambe. Quindi frena l’atteggiamento seduttivo della donna; ma non dell’uomo: pur essendo un difensore del matrimonio, gli concede qualche evasione perché “è per natura cacciatore”. Il Patriarca è conscio nell’uomo, inconscio nella donna. Il sesso frettoloso, poco alimentato dal piacere in generale, è al servizio del Patriarca e di una visione limitata della sessualità. Sé spirituali che in linea di massima si sono nutriti di una cultura cristiana basata sulla macchia del peccato originale, i sensi di colpa, il sacrificio possono avere un atteggiamento di diniego e di rimprovero nei confronti del sesso. Attivista, quella parte che non tira mai il freno e fa essere frenetici e frettolosi. Perfezionista: insieme al sé attivista impone delle condizioni che rendono la vita un peso intollerabile. Richiede di fare tutto alla perfezione creando così blocchi, ingorghi energetici e una sorta di sclerotizzazione mentale: tutto ciò inibisce il calore, l’espressività, e la creatività. Critico: è quella parte che critica e fa costantemente il confronto con gli altri. “Cosa dirà la gente?-sei brutto-sei insignificante-sei grasso-troppo magro-stai invecchiando-sei noioso-dovresti rifarti…-dovresti essere…per poter piacere-sei un fallimento“. Sono alcune delle considerazioni che questo sé, universale e potente, manda in onda non stop nella mente, facendo sentire inadeguati, insicuri, bloccando ogni iniziativa, soffocando la libera espressione. Alcune dinamiche di vincolo uccidono la sessualità nel rapporto. Quando l’uomo riveste il ruolo di Padre responsabile di Figlia bisognosa o la donna ha il ruolo di Madre responsabile di figlio bisognoso accade che l’adulto prende in carica la sessualità perché sa che il sesso è importante per la parte vulnerabile del partner. La sessualità c’è, ma manca qualcosa… La dinamica Padre esigente e Figlia devota è uno schema di tipo patriarcale in cui la donna si sottomette al sesso come a un dovere, perciò non sente nessun piacere né desiderio. Madre esigente e Figlio dipendente: qui la donna sente fortemente la propria sessualità e la mette al servizio del suo potere; ciò fa si che l’uomo possa dubitare della sua capacità sessuale. Se si vive la relazione in un ruolo di vulnerabilità, dando tutto il potere al partner, la sessualità perde la sua intensità. Quando si è molto critici verso il partner ma non si dice nulla, il desiderio può diminuire, perché ogni emozione non espressa si tramuta gradualmente in un silenzioso risentimento. Mettersi a nudo con le parole è già sesso. Saper comunicare è una chiave fondamentale per la salute del rapporto.

Una sessualità piena e soddisfacente non inizia e finisce in camera da letto, non si può separare la parte fisica della relazione da ciò che accade tra i due partner negli altri aspetti della loro vita. La sessualità non funziona perché la relazione non funziona; è solo la punta dell’iceberg, è il segnale d’allarme per tutti quei temi su cui bisognerebbe lavorare. In genere il punto non è cosa si fa di sbagliato nel sesso, ma è “chi” sbaglia. Quando si comincia a scoprire quali sono i sé che conducono il gioco della sessualità, le cose iniziano a cambiare.

Silvana Borile 

Tratto da: silvanaborile.it

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