Famiglia e Costellazioni Familiari

Scritto da Marco Putignano Il Archiviato in Blog

Le “Costellazioni familiari” ci aiutano a riconnetterci alle nostre radici
Famigliae ritrovare la forza e la dignità per andare avanti.
Ecco come a grandi linee si svolge questo lavoro di gruppo.

Nella Costellazione Familiare si ricrea la struttura di una famiglia.

A turno, chi desidera rappresentare la propria costellazione perché ha un argomento che gli sta particolarmente a cuore  (es. rapporto con la madre, col partner ecc) dopo una breve esposizione dei fatti reali traumatici accaduti nella propria famiglia (morti, malattie, perdite di danaro ecc) sceglierà tra i presenti delle “controfigure” dei membri della propria famiglia vivi o deceduti.

Posizionerà questi “familiari” (compreso se tesso) in piedi nella stanza e in relazione l’uno con l’altro.

Il terapeuta talvolta chiede ai rappresentanti (questo è il termine utilizzato per indicare le controfigure) come si sentono in quella posizione e questi senza conoscere le persone che stanno interpretando, ne esprimono chiaramente i caratteri distintivi talvolta pronunciando frasi identiche a quel membro della famiglia.

A poco a poco chi osserva la rappresentazione della propria famiglia si rende consapevole dell’influenza di quei membri che hanno ispirato forza e amore, e di quelli che avendo avuto un destino particolarmente difficile, hanno inflitto dolore agli altri.

A quel punto il terapeuta ridispone i rappresentati in modo più armonico facendo loro pronunciare alcune frasi:
poche parole la cui forza è di far riconoscere il giusto ordine all’interno della famiglia:
“Io sono il padre, sono il grande e tu la figlia, la piccola,io do e tu prendi.”

Ridare ad ogni membro della famiglia il giusto posto e la sua responsabilità permette ad ognuno di vivere pienamente il proprio destino.
Questo è più che sufficiente per ritrovare l’armonia e aprire la strada all’intelligenza, all’amore, alla compassione.

La trasformazione che accade senza che ci sia un vero e proprio “fare” è solo una conseguenza di tutto ciò.
La chiave di questo lavoro è infatti l’accettazione: l’accettazione di noi stessi, della vita e dell’esistenza.

 

Tratto da: albertamantovani.org

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